In Evidenza Aggressione omofoba a Olbia, Angelo Ratti racconta: “Sappiamo i responsabili”

Aggressione omofoba a Olbia, Angelo Ratti racconta: “Sappiamo i responsabili”

Aggressione a Porto Istana contro Angelo Ratti: il promoter racconta il pestaggio e denuncia insulti omofobi. La Procura di Tempio Pausania indaga

Crediti foto: Don Alemanno - Youtube

Si presenta con il livido sotto l’occhio ancora ben evidente Angelo Ratti, il 39enne aggredito nella notte tra il 13 e il 14 agosto a Porto Istana, nel territorio di Olbia. Il promoter milanese, tra gli ideatori del progetto musicale Biscotto della Fortuna, ha raccontato pubblicamente il pestaggio, sostenendo di essere stato vittima di un’aggressione a sfondo omofobo. Sulla vicenda è ora al lavoro la Procura di Tempio Pausania.

Il racconto

Secondo il racconto di Ratti, al termine di una serata organizzata sulla spiaggia, un gruppo composto da circa 30 giovani avrebbe aggredito lui e alcuni componenti del collettivo. Tra gli aggressori, secondo quanto riferito dal 39enne, ci sarebbero stati anche diversi minorenni.

La serata, stando alla ricostruzione della vittima, si era svolta senza particolari problemi. Ratti si trovava in Sardegna dopo una precedente tappa a Orosei e aveva organizzato l’appuntamento a Porto Istana insieme al gruppo. I problemi sarebbero iniziati durante le operazioni di smontaggio delle apparecchiature.

In una live sui social di Don Alemanno, il promoter milanese ha parlato a lungo dell’episodio rivelando tutti i dettagli. A far scattare il pestaggio sarebbe stato un primo pugno accompagnato da un insulto. Ratti racconta quindi di essere stato colpito ripetutamente: “Alla fine ho alzato le braccia gridando in maniera abbastanza forte e visibile a chiunque fosse ancora presente che non avrei risposto fisicamente ma che quello che stavano facendo era un attacco omofobo verbale e fisico“.

Il pestaggio degenera

Secondo la sua testimonianza, quella reazione avrebbe provocato una nuova escalation. Ratti sarebbe stato trascinato a terra e immobilizzato, mentre alcuni componenti del collettivo avrebbero cercato di intervenire. Una ragazza sarebbe rimasta ferita alla schiena e, sempre secondo il racconto del promoter, uno degli aggressori le avrebbe rivolto una minaccia legata al fatto che fosse una donna.

Ratti sostiene poi di essere stato trascinato in un vicolo e colpito alla testa con una pietra. Le conseguenze dell’aggressione sono documentate anche dalle immagini diffuse dallo stesso promoter, nelle quali appare con il volto insanguinato e successivamente ricoverato in ospedale.

Nel racconto c’è anche un riferimento al comportamento del titolare del locale, che avrebbe invitato il gruppo ad andarsene utilizzando un insulto omofobo. “Ho guardato il proprietario del locale e gli ho detto di fare qualcosa perché quelle persone erano con lui dall’inizio della serata e parte dello staff, ma la risposta è stata prendete le vostre cose e andatevene fr*ci”.

Le indagini

Ratti ha presentato denuncia e la vicenda è stata portata all’attenzione della Procura di Tempio Pausania, che ha avviato gli accertamenti per ricostruire quanto accaduto e verificare le responsabilità. Le ricostruzioni della vittima, così come le eventuali qualificazioni dell’aggressione, dovranno essere sottoposte alle verifiche investigative.

“Ci hanno mandato diverse foto, perché chi c’era ha visto e qualcuno ci ha contattati per darci il materiale su chi c’ha fatto questo. Quelli principali li abbiamo mandati, abbiamo un’idea chiarissima di tutti quanti, perché c’era un pubblico e non eravamo soli. C’erano persone che stupidamente hanno agito d’impulso”.

Secondo Ratti, il padre di uno dei ragazzi minorenni condotti in questura lo avrebbe successivamente contattato al telefono, inizialmente proponendo un accordo e poi, a suo dire, passando a “attacchi e minacce”. I contenuti delle comunicazioni sarebbero ora nella disponibilità degli inquirenti. “Uno mi ha scritto dicendo: mio figlio è un sardo orgoglioso di quello che è, anzi poteva farvi molto più male. E ve lo sareste meritato. Questo è un messaggio che è arrivato. Non sono però “i sardi”, sono persone che possiamo trovare ovunque”.

Solidarietà

Il caso ha intanto provocato una reazione anche nella comunità queer milanese. Milano Checkpoint ha promosso una raccolta fondi destinata a sostenere Ratti nelle spese mediche e il collettivo nel recupero delle attrezzature che sarebbero state danneggiate durante l’aggressione.

Ratti è tra gli ideatori di Biscotto della Fortuna, progetto dedicato alla musica e al clubbing nato con l’obiettivo dichiarato di mettere in relazione persone e comunità differenti.

Sulla vicenda è intervenuto anche l’eurodeputato Alessandro Zan, che ha rilanciato il tema della necessità di una normativa specifica contro i crimini d’odio. Il caso di Porto Istana riporta così al centro dell’attenzione il tema della violenza e delle discriminazioni nei confronti della comunità LGBTQIA+, mentre proseguono gli accertamenti per chiarire responsabilità e dinamica dell’aggressione.

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