Un finanziamento da 1 milione e 275 mila euro per garantire l’accesso al programma “Ritornare a Casa Plus” a 85 famiglie oggi escluse per mancanza di risorse. È la proposta contenuta nell’emendamento al disegno di legge di assestamento del bilancio regionale presentato dal consigliere regionale Alberto Urpi, con l’obiettivo di consentire lo scorrimento delle graduatorie nell’ambito territoriale del Plus gestito dall’Unione dei Comuni della Marmilla.
L’intervento riguarda nuclei familiari che, pur avendo tutti i requisiti previsti dalla normativa regionale, non hanno potuto beneficiare del sostegno economico a causa dell’esaurimento delle risorse disponibili.
“Dietro ogni graduatoria c’è una persona, una famiglia che ogni giorno affronta il peso della non autosufficienza con dignità, sacrificio e spesso in solitudine. La politica ha il dovere di dare risposte concrete, non di lasciare queste persone in attesa”, ha dichiarato Urpi presentando l’iniziativa.
Secondo il consigliere regionale, il sostegno alla non autosufficienza non può essere condizionato esclusivamente dalla disponibilità finanziaria, soprattutto quando riguarda persone fragili e famiglie impegnate quotidianamente nell’assistenza.
Il valore dell’assistenza domiciliare
Urpi ha evidenziato il ruolo centrale del programma “Ritornare a Casa Plus” nelle politiche sociali e sanitarie della Sardegna. La misura permette infatti alle persone con gravi condizioni di fragilità di continuare a vivere nella propria abitazione, mantenendo il legame con il proprio ambiente familiare e sociale.
L’obiettivo è favorire la permanenza a domicilio e ridurre, quando possibile, il ricorso a ricoveri ospedalieri o a strutture residenziali.
Secondo il consigliere, investire sull’assistenza domiciliare “significa garantire una qualità della vita migliore ai pazienti, tutelarne la dignità e offrire un supporto concreto ai caregiver e alle famiglie che ogni giorno si fanno carico dell’assistenza. Ma significa anche adottare una visione lungimirante della sanità: investire oggi nella presa in carico domiciliare permette di prevenire aggravamenti clinici, ridurre ricoveri impropri, limitare gli accessi ai pronto soccorso e utilizzare in modo più efficiente le risorse del sistema sanitario regionale”.
Una scelta sociale e sanitaria
Nel presentare l’emendamento, Urpi ha sottolineato come le risorse destinate alla domiciliarità possano contribuire a prevenire il peggioramento delle condizioni cliniche, diminuire i ricoveri non necessari e rendere più efficiente l’utilizzo delle strutture sanitarie.
“Questa non è soltanto una scelta finanziaria: è una scelta di civiltà e di buona amministrazione. Mettere al centro la persona significa costruire politiche capaci di coniugare solidarietà, efficienza e sostenibilità. Ogni euro investito nell’assistenza domiciliare restituisce valore alla comunità, perché migliora la vita delle persone più fragili e consente al sistema sanitario di concentrare le proprie risorse dove sono realmente indispensabili”.
Il consigliere regionale auspica ora un sostegno trasversale da parte dell’Aula: l’obiettivo dichiarato è ottenere l’approvazione dell’emendamento in sede di discussione dell’assestamento di bilancio, così da garantire il finanziamento alle famiglie inserite nelle graduatorie del territorio della Marmilla.
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