Regione Legge elettorale, Urpi difende le preferenze: “La scelta sia dei cittadini”

Legge elettorale, Urpi difende le preferenze: “La scelta sia dei cittadini”

Il consigliere regionale e sindaco di Sanluri interviene sul dibattito nazionale sulla legge elettorale e rivendica il ruolo del voto diretto degli elettori

Crediti foto: Alberto Urpi - Facebook

Il dibattito sulla possibile riforma della legge elettorale resta aperto soprattutto sul tema delle preferenze. A intervenire è Alberto Urpi, consigliere regionale della Sardegna e sindaco di Sanluri, che prende posizione contro l’ipotesi di un sistema che possa ridurre il ruolo degli elettori nella scelta dei propri rappresentanti.

La posizione

Secondo Urpi, il voto di preferenza rappresenta un elemento centrale del rapporto tra cittadini e istituzioni, perché consente agli elettori di indicare direttamente le persone alle quali affidare la rappresentanza politica.

Le preferenze fanno paura solo a chi non vuole misurarsi con i cittadini”, afferma il consigliere regionale, tra i politici più votati della Regione e confermato sindaco con oltre il 70% dei voti.

Nel suo intervento, Urpi evidenzia come l’eliminazione delle preferenze rischierebbe di spostare il potere decisionale dagli elettori alle strutture interne dei partiti. “La mia convinzione è chiara: chi teme il voto di preferenza, spesso teme il giudizio degli elettori. Le preferenze premiano il consenso reale, il lavoro sul territorio, la credibilità costruita nel tempo. Richiedono presenza, ascolto e responsabilità”.

Rappresentanza

Nel messaggio diffuso, Urpi richiama anche il rapporto tra istituzioni nazionali e realtà locali, evidenziando la necessità di rappresentanti capaci di conoscere direttamente le esigenze dei territori, compresa la Sardegna.

“Non sorprendiamoci se il Parlamento appare sempre più lontano dai problemi reali. Non sorprendiamoci se Roma fatica a comprendere le esigenze delle comunità locali. E non sorprendiamoci se la Sardegna continua troppo spesso a dover alzare la voce per vedere riconosciute le proprie priorità”.

E conclude: “Io sto dalla parte di chi pensa che il voto debba servire a scegliere davvero. Perché la sovranità appartiene al popolo non solo quando vota un partito, ma soprattutto quando può decidere chi merita la sua fiducia”.

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